Uno stack di persone per lo #zEnterprise IBM: lo zStack

4GEARS 390x498Tutti conosciamo il significato del termine stack quando si parla di software. In modo semplice si può dire che è l’insieme di programmi che collaborano e interagiscono per produrre unrisultato. Ma perché una pila (stack)?  Perchè di solito ciascun programma si occupa di rendere disponibile uno strato ben specifico di funzionalità che formano la base su cui si poggia il programma successivo. Allo stesso modo professionalità selezionate sull’Hardware, sul Software e sui Servizi attorno alla piattaforma zEnterprise collaborano in un gruppo all’interno di IBM chiamato zStack. In Italia Francesco Briga ne è il responsabile ed a lui ho posto alcune domande che vi riporto qiu di seguito.

IBM parla di zStack cosa si intende con questo termine?

Dal 2010 l’IBM ha costituito lo “zStack,” un gruppo creato con l’obiettivo di supportare la crescita e l’innovazione dei nostri principali clienti sulla piattaforma zEnterprise, ma che si propone di diffonderne l’utilizzo anche in quelle realtà dove questa piattaforma è poco conosciuta.
Il team è formato principalmente da un gruppo di professionisti di alto livello provenienti dalle divisioni che si occupano di hardware, software e servizi dello zEnterprise, che lavorano integrati per offrire le migliori soluzioni ai problemi di business delle aziende.. Il loro lavoro è incentrato su alcune tematiche principali: la piattaforma tecnologica, l’Enterprise Modernization, l’Application modernization, la SOA, le Growth Initiatives dell’IBM quali l’utilizzo di applicazioni in area Analitycs e Industry Solutions, nonchè il Cloud che, vorrei ricordarlo, su questa piattaforma è nativo. Questo gruppo collabora strettamente con i clienti e con quelli che sperabilmente lo diverranno, in attività di studio e di analisi su progetti evolutivi o di consolidamento; attività di test e benchmark, in sinergia con i nostri centri intarnazionali, in particolare quello di Montpellier.

C’è ancora molto fermento su questa piattaforma?

In IBM siamo convinti che un’architettura adeguata debba avere caratteristiche di affidabilità e diponibilità elevate, ma contemporaneamente debba permettere anche una grande flessibilità di scelte architetturali e garantire un’adeguata scalabilità.
I sistemi zEnterprise sono l’ultima versione di una tecnologia che vanta queste caratteristiche con una longevità di quasi cinquant’anni. Per i nostri clienti rappresentano una garanzia di investimento unica nel suo genere.
In questi anni ad ogni annuncio di una nuova versione tecnologica, l’IBM ha introdotto delle funzionalià innovative. Di fatto la piattaforma zEnterprise è l’unica in grado di ospitare contemporaneamente dei workload sviluppati venti anni fa con altri più moderni e di farli interagire tra loro.
Peraltro, la piattaforma è evoluta tantissimo anche per avvicinarsi alle esigenze di realtà più piccole di quelle che necessitano di sistemi in grado di gestire complessità estremamente elevate. Oggi le macchine z114 con sistema operativo Linux possono essere la scelta ideale per progetti di consolidamento di server e per gestire basi dati molteplici su un unico sistema, offrendo però gli indubbi vantaggi di una gestione centralizzata su un sistema “zero fault”, quindi estrema affidabilità insita nel suo DNA e considerevoli risparmi nei costi complessivi di gestione.

Quali sono, in sintesi, le principali novità introdotte recentemente nello zEnterprise?

Partiamo da alcune delle ultime: lo zEC12 è il primo sistema commerciale ad utilizzare la tecnologia di esecuzione transazionale. E’ una tecnologia tipica di supercomputer come Watson che permette di aumentare notevolmente il parallelismo di esecuzione. Attualmente è utilizzata da alcuni compilatori e dal sistema operativo z/OS, ma risulta di fondamentale utilità per la gestione dei Big Data.
Non è proprio una novità, ma i core IFL dedicati agli ambienti Linux beneficiano delle stesse evoluzioni tecnologiche dei core tradizionali. Quindi ora lo zEnterprise dispone dei core più veloci (5.5 GHz n.d.r.) in grado di ospitare più istanze Linux di qualsiasi altra tecnologia. Parliamo di core che, per disegno, sono fatti per funzionare con un utilizzo al 100% . Può sembrare singolare ma alcuni nostri clienti hanno dei sistemi zEnterprise dedicati a Linux, ossia con core di tipo IFL. E’ una possibilità, quella di realizzare un sistema Linux su cui consolidare molte istanze e sfruttare i vantaggi dello zEnterprise.
Ovviamente un’altra novità è quella di configurare lo zEnterprise come sistema ibrido, ospitando sistemi operativi eterogenei: z/OS, Linux per System z, AIX, Linux x86 e Windows. Tutte gestite in modo comune tramite l’Unified Resource Manger.
Ma le innovazioni sono talmente numerose che sintetizzarle è davvero un’impresa impossibile. Tuttavia la strategia di IBM è chiara: non proporre sistemi monoarchitetturali per tutti i tipi di workload, ma proporre sistemi che coniugano flessibilità architetturale con affidabilità e prestazioni.

#EntSysAcademy il primo di una serie di webinar

Si è appena concluso il primo di (spero) una serie di webinar dove si trattano argomenti e soluzioni disponibili per le piattaforme presenti sul mainframe. Skill e IBM hanno parlato di una soluzione WELF@ARE per Enti e Casse di Previdenza. Parlato in realtà non è corretto, perchè la modalità utilizzata è stata, secondo me, abbastanza nuova e ben studiata. In questi casi o ci si trova davanti ad un video più o meno interattivo, o si segue il tutto in live acoltando i vari speaker che terminano, inevitabilmente dopo la loro presentazione, con la frase di rito “se ci sono domande”.

Oggi ho assistito ad giusto mix: l’appuntamento era sulla pagina di Linkedin del gruppo Enterprise Systems Italia, dove puntuale alle 11:00 è stato pubblicato il link del video. Poi Domenico Alfonsi e Andrea Negro sono stati disponibili ad interagire con i partecipanti ed a rispondere alle loro domande. Il tutto è disponibile in questo topic del gruppo. Quindi è possibile ancora ripercorrere l’evento o fare altre domande; sicuramente non con la stessa rapidità, ma col la stessa disponibilità si potranno ancora avere le loro risposte….

Enterprise Systems Academy – fattori che abilitano la competitività delle aziende? Il mainframe!

La prossima settimana si terrà il primo dei webinar (ovviamente in Italiano) della serie Enterprise Systems Academy. E’ un’iniziativa di IBM in collaborazione con alcuni suoi business-partner. Vedrà come protagonisti Andrea Negro, IBM System z Platform Leader, e Domenico Alfonsi, Presidente della società Skill. L’appuntamento, al quale potrete partecipare interagendo con gli speaker sulla community su LinkedIn, inizierà alle 11.00 di martedì 14 Maggio. Per partecipare basterà collegarsi al gruppo Enterprise Systems Italia su LinkedIn ed accedere al collegamento ipertestuale per il webinar che verrà fornito qualche minuto prima dell’inizio. Per ricevere il materiale informativo multimediale prima del webinar, potete invece iscrivervi su Eventbrite http://bit.ly/WebinarESIAcademy.

#Linux su #zEnterprise? Certo!

Tux  Linux è sinonimo di Open Source e di un sistema adatto a differenti piattaforme. “Se pensate ad una piattaforma per Linux, probabilmente penserete di x86. È, dopo tutto, la piattaforma su cui Linus Torvalds creò suo potenziamento di Minix e certamente il processore più comunemente installato nel mondo Linux.
Se si utilizzano carichi di lavoro relamente importanti, si sarebbe portati a pensare che si debba realizzare un cluster di macchine Linux o un insieme di istanze CLoud per ottenere un buon risultato. E non sarebbe sbagliato. Ma ci sono altre tecnologie che possono fare il lavoro di ua moltitidine do macchine x86 Linux – a volte, anche meglio. Si consideri il mainframe, che può ancora fornire potenza di elaborazione massiccia, facilità di gestione e sicurezza. ‘Mainframe’ può sembrare antiquato nel mondo del cloud computing e di Internet, ma ci saranno sempre carichi di lavoro che sono più adatti per piattaforme mainframe.” Scrive l’autore linuxscribe nel post Mainframes and System z in Today’s IT.

Infatti già nel 2009 IDC pubblicò il white paper Linux in the Mainstream: Growing Deployment of Business-Critical Workloads dove sono riportati dei casi in cui la piattaforma z è stata utilizzata per workload Linux. In effetti a parte le considerazioni su requisiti non funzionali, l’architettura z con chip molto potenti, che hanno un alto parallelismo e sono disegnati per lavorare sempre al 100% di utilizzo si presta benissimo a sostituire la piattaforma x86 consolidando numerose istanze.

Per sentire altri pareri si potrà seguire il 22 Maggio alle 10 BST (saranno le 9:00 da noi) il webcast organizzato da The Register sul tema Managing expanding business Critical workloads Linux. Andate al link per registrarvi e sentirete le opinioni di Tony Lock di Freeform Dynamic e John Easton dell’IBM UK.

Grazie Mario Sebastiani per la segnalazione.

Scusate gli inconvenienti, stiamo lavorando per voi

construction

Si, nei prossimi giorni ci potrebbero esere degli inconvenienti nell’accedere a mainframeitalia.com. Stiamo cambiando modalità di hosting, passando da un hosting gratuito ad uno a pagamento. Perché? Penso che valga la pena, pur mantenendo la stessa piattaforma (ossia WordPress), di averne un maggior controllo per poter utilizzare applicazioni, widget ed integrazioni con altri servizi altrimenti non possibili.

Vi chiedo, per la prossime due settimane, di passare qualche volta di più su mainframeitalia e, se notate qualche inconveniente di segnalarlo tramite questo form o scrivendo direttamente a mainframeitalia@gmail.com.

Vi ricordo che, anche dopo questo passaggio, mainframeitalia non beneficia di nessun finanziamento e le attività sono autoprodotte in modo volontario da chi si propone.

#DB2 parliamo di BLU Acceleration (@Inhicho @bobpicciano @MJWildberger)

DB2

Il DB2 è da sempre il DBMS di elezione nelle applicazioni dei mainframe. Si certo esistono anche altri modi per organizzare, immagazzinare ed utilizzare i dati nei mainframe. ma VSAM, ISAM, DL/I ed altri access method sono per lo più conosciuti solo da chi frequenta i maniframe da qualche decina d’anni. Il DB2, nato come il DBMS relazionale di IBM, si è affermato sia per le sue qualità nella piattaforma mainframe sia per la flessibilità di applicazione su altre piattaforme con la versione LUW (Linux, Unix, Windows).

Un fatto è che il DB2, sebbene nato nel 1983, ha avuto la capacità di mutare di continuo ed incorporare  le innovazioni necessarie per le mutate esigenze dei datacenter. Per chi non è convinto, o per chi lo è e ne vuole sapere di più, il 30 Aprile si terrà un webinar da titolo Big Data at the Speed of Business dove IBMers e clienti illustreranno le ultime novità. In particolare si parlerà del BLU Acceleration, una tecnologia che permette operazioni su colonne, che incorpora nel kernel del DB2 le possibilità di usare le nuove istruzioni degli ultimi sistemi annunciati e la possibilità di operare direttamente su campi compressi senza passare prima per operazioni di decompressione. Per seguire l’evento iscrivetevi a questo link, per seguire il DB2 su Facebook la pagina è https://www.facebook.com/DB2community. L’agenda del webinar di Aprile è la seguente:

Fueling Change in the New Era of Computing
Bob Picciano, General Manager, Information Management, IBM Software
IBM DB2 with BLU Acceleration: Enabling Speed of the Thought Analytics
Martin Wildberger, Vice President, Information Management Development, IBM Software
Client & Partner Experiences with IBM DB2 with BLU Acceleration

 IBM Big Data Platform: Advancing Consumability and Performance of Big Data Solutions
Inhi Suh, Vice President, Information Management Product Strategy, IBM Software

Client Experience with IBM Big Data Platform
Question & Answers

INTEL al bivio?

Può sembrare strano parlare di Intel in un sito dedicato ai mainframe. Ma i produttori di chip sono, da sempre, un elemento portante nella scelta delle architetture e io sostengo che un modello architetturale mainframe-centrico è quello che per facilità di gestione ed economie di scala è quello più adatto per un ITC di tipo enterprise. Attenzione, io parlo di modello architetturale, questo poi può essere coniugato su una piattaforma piuttosto che un’altra. E’ chiaro che, per determinati volumi e per necessità di affidabilità, la piattaforma zEnterprise per me è una delle migliori. Questo non significa che domani tutti debbano buttar via il loro IT e passare ad uno zEnterprise;  ne beneficerebbe molto il mio stipendio, ma ovviamente un discorso è valutare una scelta di principio, ed un’altro è valutare l’opportunità di una trasformazione. Ma torniamo ad Intel.

Ne parlo perchè ho letto l’articolo apparso sul The New York Times dal titolo Intel’s Profit Falls 25% With Decline in Chip Sales. Chi ha letto altri miei post sa che, per me, il mercato dell’IT sta attraversando un momento di grande trasformazione dovuto a quanto accadrà ai produttori di chip. Penso che questo sia dovuto fondamentalmente per la minaccia alla supremazia di INTEL dovuta all’erosione del suo bacino di profitti da parte di tablet e di processori tipo ARM.

L’articolo del NYTimes pone l’attenzione su come, la crescita nel mercato server di INTEL non si sufficente a bilanciare la contrazione del mercato dei PC. Per Intel quest’ultimo rappresenta il 64% del suo fatturato  e adirittura l’89% del suo Utile Operativo. La contrazione del mercato dei PC ha determinato quindi la diminuzione del 25% dei profitti rispetto allo scorso anno. Questo secondo me è il problema per INTEL: produrre nuovi chip significa avere la capacità di investire 1B$ circa per ogni nuova famiglia; fin’ora Intel sfornava una nuova tecnologia con cui riusciva ad abbracciare un range di sistemi ampio dai PC ai server. Ora temo che Intel debba iniziare a scegliere se focalizzare le sue nuove tecnologie su dispositivi di largo consumo o su concentrarsi su tecnologie di classe enterprise.

Questo bivio è una scelta non solo di tipo di mercato, ma di disegno. Infatti significa decidere cosa fare di tutti quei transistor disponibili con i processi produttivi che Intel è in grado di utilizzare (sempre più vicini al confine dei 20nm): tecnologie tipo System On a Chip (SoC) che integrano disparate funzionalità a bassi consumi utili per tblet e smartphone o tante unità di elaborazione affiancate da acceleratori per soddisfare le esigenze di parallellismo e di trhoughtput dei moderni datacenter e dei modelli architetturali del cloud?

Il #mainframe a scuola? All’Università degli studi di Catania non è una novità

UniCTTra le varie mail di informazione che circolano in ufficio, sono venuto a sapere che a metà Aprile, presso l’Università degli Studi di Catania avrà inizio un seminario sui mainframe dal titolo I Sistemi Centrali. Le lezioni saranno tenute da Angelo Barbarino, Executive I/T Specialist di IBM, conosciuto e stimato dalla gran parte dei CIO italiani che hanno un mainframe. Per saperne di più ho contattato il Prof.Sebastiano Battiato, Presidente del Corso di Laurea in Informatica, che ha smontato l’idea che mi ero fatto.

Si, perché ero convinto si trattasse dell’avvio di una nuova iniziativa di collaborazione tra IBM ed Università. Invece direi che si può definire un corso ben avviato, fin dal 2005, che ha visto fin’ora la partecipazione di un centinaio di alunni dell’ateneo. Chiaramente il seminario è rivolto agli studenti del terzo anno della Laurea Breve o a studenti della Laurea Specilalistica in Informatica; alcune informazioni si possono trovare sul forum del corso dove sia Barbarino che il Prof.Battiato sono sempre disponibili per gli studenti.

Da parte mia non posso che congratularmi con l’ateneo e spero di farvi avere prossimamente altre notizie.

Proprietario o OpenSource? Una possibilità di approfondire.

opensourceCome sapete non amo le guerre di religione. Non riesco ad essere d’accordo, o meno, su un argomento basandomi su slogan o su posizioni predefinite. Tentomeno, nel nostro lavoro, non ho mai trovato delle verità assolute da applicare universalmente; al massimo h trovato dei principi applicabili oggi come trent’anni fa, ma da utilizzare come linee guida da adattare alla realtà e mai come “leggi universali” da adottare ciecamente. L’Open Source, per me, è uno di questi temi; portato avanti da molti come bandiera di una verità assoluta di libertà e risparmio in antitesi contro i sistemi proprietari.
Per questo penso che sia un’interessante occasione, per approfondire questi temi, l’evento Open Source Conference 2013 organizzato da Soiel a Roma per il 26 Marzo 2013. L’agenda in dettaglio e le istruzioni per iscriversi sono disponibili sul sito Soiel, qui di seguito è l’agenda del giorno:

8,45 Registrazione dei partecipanti
9,15 Benvenuto e risultati dell’indagine sull’utilizzo delle soluzioni Open Source in Italia
Lorenzo Betti, Soiel International
9,35 Considerazioni introduttive sull’Open Source
Flavia Marzano, Presidente Stati Generali Innovazione

9,45 L’Open Source al Servizio dell’Azienda “Intelligente”
Gianni Anguilletti, Red Hat
10,15 L’Open Source come fattore comune dei recenti trend tecnologici
Alessandro Renna, SUSE
10,45 Open Source 2.0
Luca Gargaglione, MySQL – Oracle
11,15 Coffee break e visita all’area espositiva
11,50 L’importanza dell’infrastruttura nella realizzazione di progetti Open Source
Luigi Gerosa e Giuseppe Ranieri, IBM
12,30 I veri benefici dell´Open Source nell´ambito del monitoraggio IT
Georg Kostner, Würth Phoenix
13,00 Il database del futuro
Andrea Masi, Seeweb
13,30 Lunch buffet e visita all’area espositiva
14,30 La nuova versione del Codice dell’Amministrazione Digitale apre nuove prospettive per le imprese e l’Open Source
Flavia Marzano, Presidente Stati Generali Innovazione
15,00 Elevator Pitch: Zimbra Open nella Pubblica Amministrazione
Paolo Storti, Studio Storti
15,20 TAVOLA ROTONDA
Con la partecipazione di:

  • Capo Servizi Operativi per il Dip. Protezione Civile del CNR IMAA, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Metodologie di Analisi Ambientali
  • Tecnico Servizi Informatici del COMUNE DI GROSSETO
  • Web Engineer del MINISTERO DELL’INTERNO – Dipartimento per le politiche di personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarieModerata da Flavia Marzano

16.10 Estrazione dei premi e chiusura dei lavori

#zEnterprise e #PureSystems: anche belli!

logo_if_online_exhibitionHo scoperto (evidentemente era una mia ignoranza) che iFDesign dal  1953 organizza un concorso di design per tre categorie: Product, Communication e Packaging. Bene indovinate quali prodotti hanno visto asegnarsi il premio nella categoria computers? Appunto: l’IBM zEnterprise e i PureSystems! Facendommi un giro per la mostra online ho trovato una pagina con tutti i premi (sono 211 dal 1962) assegnati ad IBM. Quello che mi ha sorpreso è che la giuria che ha assegnato i premi è composta da ben 33 designer di differenti nazioni.